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Più di una volta ho mancato i
segni bianchi e rossi che ogni tanto marcavano il sentiero, anche se
di vero e proprio sentiero non si può parlare. Ma l'orientamento
nonera certo difficile: bastava puntare la cima evitando di
precipitarer nel vuoto. Cima che poi si è rivelata tale: la visione
di un bastone con una sorta di scatola che forse avrebbe potuto
contenere il libro di vetta mi ha fatto capire senza oimbra di
dubbio che quello era effettivamente il punto più alto del percorso,
e non l'altura successiva, che avrebbe richiesto altro tempo per
essere raggiunta e soprattutto mi avrebbe obbligato a ridiscendere
di almeno 100 metri prima di risalirvi. |