INTRODUZIONE

C'è un luogo sulla terra che racchiude in sè un concentrato unico di meraviglie naturali: montagne, ghiacciai, vulcani, solfatare, faglie continentali, cascate grandi e piccole, coste a strapiombo, fiordi, acque termali, aurora boreale oltre a foche, balene e uccelli di vario genere dal buffo aspetto. Questo luogo è l'Islanda e da decenni ormai era entrato nella lista dei viaggi che avremmo voluto fare ma che non avevamo mai preso seriamente in considerazione a causa dei costi elevatissimi e dell'assenza di voli diretti da Roma. Anche se da qualche anno effettivamente questo secondo problema si poteva ritenere superato, il mio sogno segreto sarebbe stato raggiungere l'isola con la nave, partendo in macchina da Roma, imbarcandoci in Danimarca e facendo tappa alle Faer Oer per qualche giorno. Il tempo richiesto per un simile viaggio però era incompatibile con la situazione familiare e lavorativa sicchè, nell'autunno 2024, abbiamo deciso che durante l'estate successiva saremmo volati in modo tradizionale verso la patria di Snorri Sturluson dove avremmo trascorso due settimane in modo da fare un giro che comprendesse anche le regioni meno battute come i fiordi occidentali. In breve abbiamo organizzato il viaggio prenotando tutti gli alloggi, grandi case da dieci posti che avremmo diviso con i nostri tradizionali compagni di viaggio: gli Scudieri. Abbiamo prenotato, prima della partenza, le tre cose cui non avremmo mai voluto rinunciare: la passeggiata sul ghiacciaio, la gita in barca fra gli iceberg nella laguna di Jokulsarlon e l'uscita in mare per osservare le balene. Per il resto avremmo seguito prevalentemente la Ring Road con qualche deviazione qua e là, andando a visitare tutti i luoghi più iconici del paese sfidando le folle (che in taluni casi sarebbero state veramente imponenti, visto il periodo) e sperando nel bel tempo, cosa che in agosto inoltrato non era affatto scontata. Alla fine, il viaggio si è rivelato un trionfo, con l'unica, marginale pecca di non aver visto l'aurora boreale, fortuna che invece è toccata agli scudieri che sono ripartiti due giorni dopo di noi, suscitando in me come minimo il proposito, un giorno, di tornare in questa nazione meravigliosa.